“L’indicibile verità della strage di Ustica”

81 persone, questo è il carico umano che la sera del 27 giugno 1980, un DC-9 della compagnia di volo Itavia partito da Borgo Panigale, sta inconsapevolmente portando verso l’ultimo incontro con il destino. 81 vite che si interromperanno in un assordante unisono nei cieli sopra il mar Tirreno, tra le isole di Ponza ed Ustica.

Sono le 20:59 quando la torre di controllo di Roma registra l’ultimo contatto radio con il volo IH870. L’atterraggio del DC-9 matricola I-TIGI, il bireattore da trasporto prodotto dalla statunitense Douglas Aircraft Company, è previsto per le 21:13 all’aeroporto di Punta Raisi di Palermo.

La torre di controllo di Roma torna di nuovo a contattare il DC-9 alle 21:04, questa volta per l’autorizzazione alla discesa su Palermo, senza però ricevere risposta dai piloti.

Vengono fatte ulteriori chiamate, anche dalla torre di controllo di Palermo e dalla stazione radar di Marsala. Nessun segnale di risposta arriva dal DC-9.

Si attivano immediatamente le operazioni di ricognizione per la ricerca dell’aereo di linea, che daranno i primi risultati soltanto all’alba del 28 giugno, quando in una zona di mare a circa 110 km dall’isola di Ustica, cominceranno ad apparire i primi rottami della fusoliera del DC-9 in mezzo ad estese chiazze di carburante e cadaveri umani.

Vengono recuperati soltanto 38 corpi, mentre gli altri 43 si inabissanno a oltre 3000 metri di profondità, in quella bara metallica ed informe che è diventato il DC-9. Dagli esami autoptici, risulterà che le vittime sono morte a causa dei danni provocati dall’impatto in mare e, da lesioni enfisematose polmonari gravissime, indotte da una rapida decompressione mentre si trovavano a 7200 mt di altitudine. Tutte le vittime presenteranno inoltre danni ai timpani.

Resti del DC-9

Resti del DC-9 ospitati nel museo della memoria di Borgo Panigale

Cosa è successo al volo IH870 la sera del 27 giugno?

L’ipotesi iniziale e che viene sostenuta in modo speculativo, è quella del cedimento strutturale del DC-9.

Cedimento che viene però escluso quasi subito dai periti che analizzeranno i resti del DC-9, ma tale speculazione porterà comunque l’Itavia sull’orlo del fallimento, con la revoca della licenza di volo ed il licenziamento di circa mille dipendenti.

Cominciano successivamente ad affacciarsi altre ipotesi su cosa possa aver provocato la destrutturazione in quota del DC-9: una bomba presente all’interno del velivolo; l’impatto con un missile aria-aria; una quasi collisione con un aereo militare.

Anche l’ipotesi di una bomba collocata nella toilette del DC-9, viene però smentita nel 1999 dalla perizia frattometallografica Firrao, che pone fine in modo lapidario a qualsiasi teoria sulle esplosioni, sia interne che esterne (escludendo di fatto anche un possibile impatto con un missile).

L’ipotesi più probabile, supportata dalla logica e dalla scienza, pare essere quella di una causa “esterna”, consistente in una collisione con un aereo militare, che la sera del 27 giugno 1980 si trovava nei cieli di Ustica.

Torneremo a parlare della causa della destrutturazione del DC-9 in un prossimo articolo.

Rendering Ustica

Simulazione rendering incidente di Ustica

È stato ormai accertato dall’inchiesta del Giudice Priore e dalle sentenze civili di Palermo confermate dalla Corte di Cassazione, che quella sera si concretizzò una vera e propria battaglia tra aerei militari di paesi alleati e aerei non appartenenti alla NATO. Una verità indicibile: una guerra aerea in periodo di pace ed un aereo di linea abbattuto probabilmente per errore.

Il vero obiettivo? Forse uno o più MiG-23 MS libici che sfruttavano la scia del DC-9 per rimanere “invisibili” ai radar.

Gli altri aerei militari presenti sulla scena della battaglia? Certamente 4 italiani provenienti dalla base di Grosseto, qualche pattuglia francese da Solenzara e per la maggior parte americani USAF da Lakenheat e Ramstein in volo sull’Italia, da Decimomannu in copertura ai voli USAF sull’Italia e US NAVY, dalla Saratoga presente a meno di 100 km dal luogo dell’Incidente.

Di certo ci sono la carcassa di un MiG libico (colpito da cannoni da 20 mm e da schegge di missile) ed il cadavere del pilota in “avanzato stato di decomposizione”, che vengono rinvenuti sui monti della Sila qualche settimana dopo la strage di Ustica, ma che diversi testimoni vedranno transitare sulla spiaggia di Torremezzo in Calabria la sera del 27 Giugno 1980. Sui resti del velivolo non sarà possibile svolgere indagini approfondite, poiché verrà impacchettato frettolosamente e mandato il Libia.

rottami mig libico sila

Alcuni rottami del Mig 23 libico rinvenuti sui monti della Sila

Parallelamente si manifestano le ombre e le ipotesi di una serie di manovre atte a depistare, dissimulare ed occultare la verità dei fatti, confondendo di fatto le indagini, che proseguono in salita ed estremamente rallentate. Ci sono poi una serie di testimoni, oltre dieci, morti tra infarti, incidenti e suicidi. Morti casuali, sulle quali non è stata accertata nessuna responsabilità penale di terzi, nonostante in molti casi le condizioni di ritrovamento avrebbero richiesto ulteriori supplementi di indagine.

Si pensi ai due piloti di caccia dello stormo di Grosseto, Mario Naldini e Ivo Nutarelli, che la sera del 27 giugno intercettano il DC-9 a nord della Toscana e accortisi di una situazione di massimo allarme, inviano alla base di Grosseto dei segnali di emergenza in codice, ed eseguono per tre volte l’emissione del codice “squawk 7300”, che nel 1980 significava “Allarme Aereo Generale”. Nutarelli e Naldini videro probabilmente il MiG-23 in coda all’I-TIGI poi atterrarono per mancanza di carburante. Nessuno dei Piloti vide la Battaglia Aerea e ne parlò mai.

Naldini e Nutarelli muoiono nel 1988 in un incidente aereo durante una esercitazione a Ramstein, poco prima di essere sentiti a processo.

incidente Ramstein 2

Incidente di Ramstein

Nel 1981 muore di infarto a 32 anni il Capitano Maurizio Gari, capoturno radarista della base di Poggio Ballone di Grosseto, presente la notte del 27 giugno 1980. Nel 1987, un collega dipendente di Gari, il maresciallo dell’Aeronautica Mario Dettori, verrà ritrovato impiccato ad un albero in località Sassi Bianchi (non sarà mai individuato lo sgabello necessario per impiccarsi da solo), una frazione di Grosseto. Dettori, la mattina del 28 giugno 1980 si confidò con la moglie Carla:

“Stanotte è successo un casino, qui finiscono tutti in galera. Siamo stati a un passo dalla guerra”.

Una verità indicibile, appunto.

Nonostante tutto, a distanza di quasi 40 anni non vi è una verità giudiziaria accertata mediante un processo penale sui responsabili della strage (in quanto ignoti) e, tutti i generali dell’Aeronautica italiana che sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di depistaggio ed alto tradimento, sono stati assolti, anche grazie ad un cambio di legge del Governo Berlusconi che derubricò il reato di depistaggio qualora non fosse stato violento. Si ha invece una verità giudiziaria sul piano civile, ed è quella sancita dal Giudice Proto Pisani di Palermo attraverso vari processi: il DC-9 è stato abbattuto durante una vera e propria azione di guerra aerea.

I processi civili condanneranno infatti i Ministeri della Difesa e dei Trasporti ad un risarcimento di oltre 100 milioni di euro ai familiari, per non aver garantito la sicurezza del volo e dei suoi occupanti.

Qualora dovessero emergere sul caso di Ustica nuovi fatti penalmente rilevanti, ricordiamo che il reato di strage non si prescrive mai.

Articolo di Paolo Mugnai

Ringraziamo l’Ingegnere aeronautico Ramon Cipressi per i preziosi consigli.


Fonti

Foto Aereo Itavia DC-9 I-TIGI : Di Piergiuliano Chesi, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=15672781

Foto resti DC-9: https://bologna.repubblica.it/cronaca/2017/12/20/news/strage_di_ustica_parla_ex_militare_americano_fu_una_guerra_aerea_-184659082/

Foto rendering simulazione incidente: “La guerra di Ponza” Mark Demon e Ray Cipson, Gioielli di carta 2007

Foto rottami Mig 23 libico: https://www.corriere.it/cronache/cards/strage-ustica-cosa-sappiamo-81-morti-nessun-colpevole-missile-mig/giallo-mig-libico-sila.shtml

Foto incidente di Ramstein: http://www.meteoweb.eu/foto/28-agosto-1988-incidente-aereo-ramstein/id/1143227/#3