“Il ruolo del consulente tecnico”

Nel periodo del diffondersi del corona virus tutto il mondo, chi più chi meno, si sente in pericolo a causa della possibilità di essere contagiato.

In questo articolo tratteremo una delle piaghe più diffuse, nel nostro mondo, che è causa di un numero di morti molto, ma molto maggiore rispetto a tante altre circostanze, ma che alla mente umana appare “meno grave”. Stiamo parlando della possibilità di entrare nella nostra autovettura, procedere verso le nostre destinazioni di routine e, rimanere coinvolti in un incidente stradale. I dati Istat ci restituiscono un quadro che meglio fa comprendere il pericolo derivante dall’utilizzo quotidiano dei nostri veicoli, siano essi a due o a quattro ruote.

Nel 2018 in Italia ci sono stati circa 172.553 incidenti stradali, 249.919 feriti più o meno gravi e 3.334 deceduti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che gli incidenti stradali, portano ad un numero di morti annuo pari a 1,35 milioni, e sono ormai diventati la prima causa di morte tra i 5 ed i 29 anni. Il tasso di mortalità è tre volte più alto nei paesi a basso reddito; in Africa è di 26,6 ogni 100.000 abitanti, mentre in Europa è di 9,9 ogni 100.000 abitanti. Per quanto riguarda la tipologia di vittime il 26% sono pedoni o ciclisti, mentre il 28% piloti o passeggeri di veicoli a due ruote a motore.

Parlando più nello specifico, cosa succede se doveste essere coinvolti in un incidente stradale con feriti gravi o addirittura uno o più morti? Vi siete mai posti questa domanda? La prima cosa nell’immediatezza, ovviamente, sarà l’arrivo delle autorità competenti e dei mezzi di soccorso. Tutte le persone coinvolte saranno sottoposte ad esami tossicologici ed alcolemici presso l’Ospedale più vicino, saranno sequestrati i veicoli coinvolti e, talvolta i telefoni cellulari. Le autorità intervenute stileranno un verbale sull’accaduto, all’interno sono contenuti i dati dei veicoli e delle persone coinvolte, la probabile dinamica dell’accaduto ricostruita dagli stessi, eventuali testimonianze delle persone presenti sul luogo ed uno schizzo planimetrico raffigurante le possibili tracce di sangue, olio, carburante, parti della carrozzeria distaccatesi ed i veicoli in “posizione di quiete” con l’evidenza di alcune misure prese dagli agenti rispetto a punti di riferimento fissi e persistenti nel tempo (Es. muri, palazzi, lampioni etc) detti “Capisaldi”. Il tutto sarà presentato presso gli Uffici della Procura della Repubblica competenti ed il sinistro verrà seguito da un Pubblico Ministero.

Il P.M avrà l’onere di capire il “Perché? – Come? – Quando?” il tutto sia accaduto e verificare le responsabilità del caso; per fare ciò, non avendo i mezzi tecnici per ottemperare a quanto affidatogli, si avvarrà di un ausiliario esterno, ovvero un tecnico che abbia comprovata esperienza nella “Ricostruzione della Dinamica degli Incidenti Stradali”. A questo punto delle indagini preliminari, quindi, entra in gioco questo professionista qualificato (Es. Geometra, Architetto, Ingegnere) che avrà il compito di ricostruire l’accaduto, con l’ausilio delle sue conoscenze inerenti la “fisica dei corpi rigidi”, dei rilievi effettuati dagli agenti intervenuti sul luogo del sinistro, di software dedicati a tale pratica. L’ausiliario del P.M. dovrà ricostruire la dinamica del sinistro stradale spiegando la fase pre-urto e post-urto, andando a verificare la condotta di guida dei conducenti, nello specifico il loro comportamento (Es. utilizzo telefono cellulare), la velocità tenuta e le eventuali infrazioni al codice della strada. A termine del suo lavoro il professionista incaricato dovrà redigere una perizia e consegnare la stessa al Pubblico Ministero che, in base a quanto ricostruito, dovrà pronunciarsi sull’eventuale proscioglimento o rinvio a giudizio degli interessati.

Nei prossimi articoli verranno analizzate, più nel dettaglio, tutte le fasi che contraddistinguono la ricostruzione della dinamica di un sinistro stradale; parleremo delle procedure che seguono le autorità durante i rilievi, della ricostruzione del luogo del sinistro tramite software, dei procedimenti analitici chiamati analisi backward e forward del sinistro, delle simulazioni effettuate con i software dedicati al fine di ricostruire il tutto e renderlo facilmente comprensibile.

Articolo di Emanuele Spagnoli

 


L’Ingegnere Emanuele Spagnoli è Consulente Tecnico presso il Tribunale di Latina, Sez. Civile e Sez. Penal